I personaggi del mondo delle due ruote: Willie G. Davidson, Ralph ‘Sonny’ Barger, Elvis Presley, Marlon Brando, Dennis Lee Hopper

Anche se molti di loro sono ancora vivi,  fanno parte del museo Harley! Ripercorriamo poco per volta, cominciando da 5 prime schede, la storia dei personaggi che in qualche modo hanno contribuito a rendere ancora più grande questo rombante mondo su due ruote…

Willie G. Davidson, nato nel ’34, figlio di William H. e nipote di William A., uno dei quattro fondatori. Nel 1963 William G. Davidson (detto Willie G. fin dai ’70, dagli amici e dai fun H-D) entra nell’azienda di famiglia, è un ragazzo distinto uscito dal college. Gioca un ruolo chiave nella Compagnia, la sue scelte nel design hanno lasciato un’impronta decisiva. Ama vivere tra i biker, e per questo è molto amato, vuole conoscere i loro desideri e le aspettative. I suoi figli lavorano nell’azienda: Bill (director of Motorcycle Product Development), Karen (director of Creative General Merchandise) e Michael (artista e curatore del museo H-D). Attualmente Willie G. è vice direttore dello Styling e ha guidato lo stile di tutte le moto prodotte fin dal ’69. Il suo primo successo, che ha cambiato l’immagine H-D per sempre, è stata la FX Super Glide nel 1971.

Una curiosità su Willie: Willie e la sua famiglia hanno donato al Museo di Milwaukee la scultura (creata dall’artista Jeff Decker) che rappresenta un motociclista impegnato ad “arrampicarsi” su una collina in sella alla sua moto. La riproduzione, in dimensioni reali, rende omaggio al mondo delle competizioni motociclistiche e ad una cultura appassionata. “Il Museo Harley-Davidson ha un grande significato per me e la mia famiglia ed abbiamo quindi deciso di omaggiarlo lasciando un segno indelebile” ha dichiarato Willie G. Davidson. “Abbiamo scelto come soggetto un motociclista impegnato in un ardua “arrampicata” in sella alla sua moto perchè ritrae il brivido e l’avventura sportiva e onora il ruolo fondamentale delle competizioni motociclistiche nello sviluppo di una cultura fondata sulla passione”.

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Il secondo personaggio che citiamo è Ralph ‘Sonny’ Barger (Modesto, 8 ottobre 1938), capo da sempre del più famigerato gruppo motociclistico americano, gli Hell’s Angels e fondatore della prima sezione nella città di Oakland nel 1957, con 13 anni di carcere alle spalle, ha detto: “La violenza alle volte è necessaria. Se non altro ti insegna il rispetto”. Il mito, oramai letterario, dell’America on the road Sonny l’ha cavalcato vivendo veramente sulla strada. Fin dall’infanzia Sonny, come lui stesso preferisce farsi chiamare (tale nomignolo deriva da un’usanza tipica degli italiani emigrati negli Stati Uniti, i quali solgono contraddistinguere con questo nomignolo vezzeggiativo il primo figlio maschio della famiglia), ebbe difficoltà ad adattarsi al modello d’insegnamento scolastico, preferendo bighellonare per la città e osservando affascinato le moto che le pattuglie di polizia usavano: le famose Harley Davidson. Il 14 luglio 1955 Sonny prestò giuramento nell’esercito degli Stati Uniti e fu poi congedato e rispedito a casa 14 mesi dopo per aver mentito sulla sua reale età (non aveva ancora, di fatto, l’età legale per l’arruolamento).


Nell’aprile del 1957, da un gruppo compatto di uomini amanti delle moto, nacque l’ “Hell’s Angels Motorcycle Club di Oakland” (dal nome di uno squadrone dell’aviazione americana che aveva prestato servizio durante la Seconda guerra mondiale). Per maggiori dettagli vedi http://sonnybarger.com/index3.html.

Negli ultimi anni Sonny si è sistemato a vivere in Arizona, regione dal clima secco e adeguato per chi abbia subito una tracheotomia, dopo aver affrontato il divorzio legale dalla sua seconda leggendaria moglie, Sharon Marie Gruelke, ormai vittima totale della dipendenza di speed e metanfetamine, la quale decise infine di trasferirsi nella California del Sud per seguire un programma di disintossicazione. A Cave Creek, in Arizona, si è risposato con Noel ed ha avuto da lei la figlia Sarrah. Dal 2001 ha intrapreso con successo la carriera di scrittore, cimentandosi nella sua autobiografia, scritta assieme a due cime del giornalismo musicale/di spettacolo del mondo anglo-sassone, oltre alla produzione di novelle, romanzi e saggi su temi di attualità come il concetto di libertà, etc.

Bibliografia

  • “Hell’s Angel”,di Ralph Sonny Barger, autobiografia, ed. Baldini 2003
  • “Corri fiero, vivi libero – selvagge storie di bikers”, di Ralph Sonny Barger, raccolta di novelle, ed. Baldini 2004
  • “Morto in 5 Battiti”, di Ralph Sonny Barger, romanzo, ed. Baldini 2005
  • “Freedom, leggi e leggende della strada”, di Ralph Sonny Barger, romanzo, B.C. Dalai Editore – 2007

Filmografia

  • “Angeli dell’Inferno sulle Ruote”, 1967, di Joe Solomon, nel ruolo di se stesso (altri attori: Jack Nicholson)
  • “Hells Angels ’69”, 1969, di Joe Solomon, nel ruolo di se stesso
  • “Sons Of Anarchy”, 2010, serie televisiva (terza serie), breve comparsa nel ruolo di se stesso

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Elvis Presley: La sua prima moto è stata una H-D da 165cc, nel ’56 acquistò un Model KH da 900cc. Dopo anni la regalò ad un caro amico e passò ad una H-D FL. “Elvis è stato il leader di un’intera era musicale, innovativa e rivoluzionaria. Prima di lui esisteva un solo genere, con lui si è creata per la prima volta una frattura culturale tra genitori e figli: i figli ascoltano Elvis, i genitori no. Automaticamente i figli cominciano a ribellarsi… ed è rivoluzione” (Red Ronnie).

Curiosità:

  • Esiste una Elvis Sighting Society ufficiale che ha sede nel Newport Restaurant a Ottawa, Ontario: il proprietario, Moe Atallah, è uno dei soci fondatori. La strada dietro il locale è stata chiamata “Elvis Lives Lane” (“Via Elvis vive”).
  • E’ stata messa all’asta in Inghilterra la Mercedes 600 Limousine passo corto che fu di Elvis Presley. La casa d’aste Bonhams ha comunicato che il veicolo era proposto inizialmente ad una cifra base compresa tra le 150 e le 200.000 sterline, cifra che non ha attratto compratori. Si è dovuti scendere fino a 80.700 sterline (pari a circa 95.000 euro), per poter vendere il veicolo, acquistato da un anonimo compratore tedesco.
  • Il privatissimo incontro tra i Beatles ed Elvis Presley, avvenuto a Los Angeles, quasi trent’ anni fa, fu come un vertice tra i capi di due potenze in guerra. Lo rivela in un libro un testimone, il giornalista Chris Hutchins. Il clima della serata fu teso e a tratti prossimo allo scontro fisico tanto che più volte gli agenti di Presley e di Lennon intervennero per dividerli: Presley fu accusato da Lennon di sostenere l’ intervento Usa nel Vietnam e lui ricambiò trattando i Beatles come una band di esordienti.

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Marlon Brando, con riferimento al film ”Il Selvaggio” ispirato ai fattacci del raduno di Hollister che ha portato alla ribalta della cronaca il mondo biker e i raduni ma anche il lato selvaggio e il noto ”1%” di ‘poco di buono’. In Gran Bretagna, il film venne vietato dal British Board of Film Censors ai minori di 14 anni. Si liberò del divieto solamente nel novembre 1967. Secondo il libro Triumph Motorcycle In America, all’epoca dell’uscita della pellicola, la Triumph protestò per l’uso prominente delle loro motociclette nel film, raffigurate come mezzo di locomozione di un branco di delinquenti e perdigiorno. L’immagine di Brando nel film, anche se ormai datata, resta affascinante a tutt’oggi; l’interpretazione data da Brando per il personaggio di Johnny e il look di questi, sono diventati con il passare degli anni delle vere icone. Il personaggio porta lunghe (per l’epoca) basette, occhiali neri, una giacca di pelle nera da motociclista e un cappello con la visiera, guida una Triumph Thunderbird 6T del 1950 ed è un tipo di poche parole, il classico “bel tenebroso”. L’atteggiamento da duro dal cuore d’oro e l’abbigliamento ribelle, influenzeranno la nascente cultura giovanile occidentale che sfocierà nell’insofferenza verso le regole e i vecchi dettami, e all’iconografia rock and roll di lì a pochi anni. Nel 2008, nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, il personaggio interpretato da Shia LaBeouf, “Mutt Williams”, appare per la prima volta in scena vestito di tutto punto come Johnny Strabler/Marlon Brando ne Il selvaggio. Inoltre, la particolarità dell’aspetto del personaggio di Brando è inconsapevolmente diventata anche un’icona della cultura gay.

Alcune curiosità:

  • Nel documentario The Beatles Anthology si prospetta la possibilità che i Beatles abbiano preso il loro nome dalla banda di motociclisti rivale a quella di Brando nel film, capeggiata da Lee Marvin, in originale chiamata “The Beetles”.
  • La moto guidata da Marlon Brando nel film è una Triumph Thunderbird 6T.

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Dennis Lee Hopper (Dodge City, 17 maggio 1936 – Venice, 29 maggio 2010). Personalità effervescente e anticonformista, si è fatto notare come “giovane ribelle”, accanto a James Dean, in Gioventù bruciata (1955) e Il gigante (1956), legando in seguito il proprio nome alla breve stagione hippy e antiautoritaria del cinema americano dei tardi anni sessanta: il suo esordio dietro la macchina da presa, Easy Rider (1969) con Peter Fonda e Jack Nicholson, è infatti divenuto il film-manifesto dell’epoca, nonché una delle pellicole fondamentali della New Hollywood. E dopo il mitico film è rimasto personaggio di spicco ed insieme al suo amico Peter Fonda, qui in primo piano, aveva aperto un locale mitico: il ‘Thunder Road’ (8371 Sunset Boulevard, West Hollywood, CA. / (323) 650-6011).

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